Montagne innevate con il logo degli enti che collaborano al Servizio Meteomont
SERVICIO NACIONAL DE PREDICCIÒN NIEVE Y ALUDES italian french german english spagnolo russian
   
Quiénes somos
   Carabinieri
Partners
   Servicio de Meteorología de la Aeronáutica Militar (AM)
   Centro Valanghe di Arabba - Arpa Veneto
   Comando Tropas Alpinas (CTA)
   Arpa Emilia Romagna
   Regione Marche
   Regione Lazio
   Regione Abruzzo
Organización
   Meteomont – Servicio de Carabinieri
Productos
   Síntesis del peligro de aludes
   Boletín meteonivológico
   Datos estaciones manuales
   Datos estaciones automáticas
   Predicciones meteo
   Cartografía de aludes
   Nevadas presentes
   Observaciones de gran altura
   Archivo Histórico
   Perfil de nieve
   Balances meteonivológicos
Las actividades
   La formación del personal
Meteomont Informa
   Guía Boletín Meteomont
   Problemas típicos de aludes
   La Escala del Peligro
   Accidentes en aludes
   Documentación EAWS
   Documentación ISSW
   Consejos útiles
   Archivo de noticias
   Videogallery
   El dodecálogo del esquiador
La montagna in sicurezza
  Estás en Home >> Meteomont Informa >> Archivio News

Il Servizio Meteomont Informa

 

Dicembre - 2020


16/12/2020


VENETO - RETROSPETTIVA DEGLI EVENTI NEVOSI DAL 4 AL 6 DICEMBRE 2020.

La prima decade del mese di Dicembre 2020 sarà ricordata per uno degli eventi nevosi più imponenti tra quelli delle serie storiche presenti negli annali meteorologici. Le precipitazioni totali (intese come somma tra precipitazione liquida e precipitazione nevosa equivalente) nei tre giorni sono state veramente imponenti: 340 mm di media in provincia di Belluno, 282 mm di media in provincia di Vicenza e poco meno in provincia di Verona. La neve misurata al suolo al termine dei tre giorni, nelle Dolomiti ha superato a 2000 metri i 200 cm, con una punta massima di 304 cm e un valore minimo di 107. Nelle Prealpi i quantitativi di neve sono stati decisamente più modesti a causa del progressivo innalzarsi della quota della nevicata che ha raggiunto e superato anche i 2000m. La pioggia ha così accelerato su tutte le Prealpi i processi di fusione del manto nevoso appena formatosi: dopo 72 ore a 1600 metri di quota si misuravano dai 25 ai 70 cm di neve al suolo per le Prealpi Vicentine e Veronesi, mentre nelle Prealpi Bellunesi, colpite direttamente dall'aria sciroccale, si è potuto misurare dai 10 ai 40 cm. Interessante notare che la neve fresca misurata al suolo prima della fusione era compresa tra i 25 e gli 88 cm. Nei giorni seguenti, fino al 09 dicembre, nuovi impulsi perturbati, meno intensi ma accompagnati da aria più fredda, hanno portato nuove nevicate che hanno ulteriormente aumentato i quantitativi di neve al suolo, con particolare evidenza nelle Prealpi Veronesi e Vicentine, sulle quali il 10 dicembre, a 1600 metri di quota, si potevano misure spessori variabili tra gli 80 e i 140 cm di neve al suolo, con una punta massima di 180 sul Monte Baldo in Provincia di Verona. Per tutta la durata dei fenomeni i Carabinieri del Servizio Meteomont hanno continuato ad effettuare il servizio di monitoraggio, sia con attività sulle SMT (Stazioni Meteonivometriche Tradizionali), sia con attività fuori campo oppure attraverso i NuIR (Nuclei Itineranti di Rilevamento). Nella foto 1 un Esperto Neve e Valanghe mentre esegue la misurazione della direzione ed intensità del vento, durante un NuIR sul Monte Baldo (VR). Nella foto 2 un Esperto Neve e Valanghe mentre esegue un Test di Stabilità del manto nevoso durante un NuIR nei Monti Lessini (VR).
Immagine  news
Immagine  news