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Il disegno campionario: efficacia e flessibilità |
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Nella procedura a 3 fasi scelta per l’INFC le prime due sono necessarie per la stima dell'estensione delle varie categorie e sottocategorie inventariali e per l’osservazione di alcuni caratteri qualitativi,la terza per le misure relative agli attributi dei soprassuoli.
Lo schema è particolarmente flessibile, poiché permette di modulare il campionamento nelle diverse fasi in funzione delle risorse finanziarie disponibili e delle precisioni di stima desiderate, risultando nel contempo in grado di adattarsi ad un ampio ventaglio di finalità.
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La definizione di bosco e la classificazione della vegetazione |
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Nel rispetto degli standard internazionali è stata adottata la definizione di bosco della FAO impiegata per il Forest Resource Assessment (2000).
E’ stato inoltre definito un sistema gerarchico di classificazione della vegetazione coerente con le definizioni FAO e UE (CORINE) che si basa sul criterio della prevalenza di specie.
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Pluralità delle fonti d’informazione e del tipo di dati raccolti |
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I dati derivano non soltanto da rilievi al suolo, ma anche da ortofoto digitali, archivi di dati georiferiti e da interviste.
Oltre ai dati sulla massa legnosa epigea vengono raccolte informazioni sulla biodiversità, le aree forestali protette, la presenza di legno morto, l’accessibilità, l’uso ricreativo, le patologie, la presenza di fenomeni di dissesto ed altri ancora
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La tecnologia |
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Per l’indagine è fatto largo uso di strumenti ad elevata tecnologia:
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un sistema informativo geografico, il SIM (Sistema Informativo della Montagna), per la fase di fotointerpretazione, |
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sistemi di posizionamento satellitare (GPS) per la localizzazione dei punti al suolo, |
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data-logger per l’acquisizione in campo dei dati e |
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un sistema client-server per il trasferimento e l’archiviazione automatica dei dati. |
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