Che tipo di flessibilità è prevista?
L’accordo lascia alle Parti un certo grado di libertà nel raggiungimento dell’obiettivo attraverso alcuni meccanismi che dovrebbero dar luogo, attraverso la flessibilità, a minimizzazione di costi. Si possono individuare le seguenti 3 forme di flessibilità:
a) flessibilità economica, generata dai seguenti strumenti:
Emission Trading (ET): i Paesi dell’Annex I che riducono le emissioni in misura maggiore rispetto al target loro imposto, possono "vendere" tale surplus ad altri Paesi soggetti a vincolo di emissione (Articoli 3 e 17).
Joint Implementation (JI): i Paesi dell’Annex I possono collaborare per raggiungere i loro obiettivi. Le Parti possono trasferire o acquisire "emission reduction units" (ERUs) realizzate attraverso specifici progetti implementati in altri paesi dell’Annex I (Articolo 6).
Clean Development Mechanism (CDM): governi o privati dei Paesi industrializzati possono realizzare progetti di riduzione delle emissioni in Paesi in via di sviluppo ottenendo "certified emission reductions" (CERs) il cui ammontare contribuisce al rispetto del loro target (Articolo 12).
b) flessibilità di basket, generata dal seguente meccanismo:
il target di riduzione si riferisce al basket dei sei gas ed i Paesi hanno la possibilità di raggiungerlo ottimizzando le entità di riduzione dei singoli gas che, come noto, hanno diverse efficienze nel trattenere il calore e, dunque, diverso impatto sul clima;
c) flessibilità di compensazione, generata dal seguente meccanismo:
il target di riduzione si riferisce alle emissioni nette calcolate tenendo conto della capacità di assorbimento della natura risultante da cambiamenti nell’uso del territorio indotti dall’uomo (attività di forestazione, riforestazione e deforestazione avvenute a partire dal 1990).
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