Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi Forestali di Carbonio
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Obiettivi e organizzazione del nuovo inventario
 
Alla fine degli anni ’90 le informazioni disponibili sulla consistenza e lo stato delle foreste in Italia apparivano datate e insufficienti a fornire risposte efficaci alle rinnovate esigenze informative a livello nazionale e internazionale.
Il Corpo forestale dello Stato avviava quindi un’azione finalizzata ad aggiornare e integrare le conoscenze sulle foreste italiane affidando al CRA­ISAFA il compito di realizzare uno studio preliminare di fattibilità per il secondo inventario forestale nazionale (IFN) italiano.

Lo studio preliminare concluso nel 1999 dal CRA-ISAFA definiva le necessità informative, alcune ipotesi progettuali, i costi e i tempi di realizzazione del nuovo IFN.
>Lago di Carezza - Fonte: archivio ISAFA
Su tale base e alla luce delle nuove esigenze emerse nel frattempo, è stato delineato nel 2002­2003 un nuovo percorso progettuale, organizzativo ed attuativo, volto a fornire, nei tempi previsti dagli accordi internazionali e in particolare dal Protocollo di Kyoto, le informazioni richieste al nostro Paese, nel rispetto dei tempi tecnici necessari ad acquisire una considerevole mole di informazioni sull’intero territorio nazionale.

E’ l’avvio del nuovo Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio (INFC).

Analogamente al primo inventario l’INFC viene realizzato dal personale del Corpo Forestale dello Stato, che coordina e finanzia il progetto; il CRA­ISAFA, come responsabile della progettazione, cura gli aspetti tecnico-scientifici, la formazione del personale, l’elaborazione e la presentazione dei risultati.
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