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Gli Inventari Forestali sono importanti strumenti di monitoraggio dello stato dell’ambiente naturale in grado di fornire informazioni aggiornate, affidabili e comparabili con il resto del mondo sull’estensione, la composizione e la massa legnosa delle foreste italiane. La ripetizione periodica degli Inventari Forestali Nazionali consente di verificare i cambiamenti nel tempo dell’estensione del territorio boscato del paese, del suo stato di salute e delle condizioni degli habitat forestali. Contribuisce, poi, a determinare la capacità di captazione del carbonio da parte degli ecosistemi forestali.
In Italia il primo Inventario Forestale Nazionale è stato realizzato negli anni ’80 (IFNI85).
Il secondo, è stato chiamato “Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali di Carbonio” (INFC) ed è stato progettato come un Inventario “multi-risorse” perché valuta anche aspetti che, in passato, non era tradizione misurare; inoltre l’INFC è un’indagine di tipo “multi-fasico” in quanto prevede tre campagne di rilevamento di cui la seconda e la terza riguardano sottoinsiemi dei punti campione osservati nella prima fase.
Dopo una fase di studio e progettazione condotta dal CRA-ISAFA, le attività operative sono iniziate nel 2003 e sono proseguite fino alla primavera del 2007 quando si sono conclusi i rilievi dendrometrici che forniranno i risultati sulle biomasse utili anche al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, cofinanziatore del progetto. Conoscere l’entità delle biomasse legnose serve a quantificare la capacità di assorbimento e fissazione espressa dalle foreste ai fini del Protocollo di Kyoto, l’accordo che prevede la riduzione dei gas serra presenti nell’atmosfera; come esempio, si ricorda che per 1 metro cubo di legno prodotto dalla natura è stato sottratto all’atmosfera il quantitativo di carbonio che, normalmente, è contenuto nell’aria presente in un solido di volume pari ad 1 chilometro quadrato e di spessore di 2,5 metri. |