Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi Forestali di Carbonio
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Fase 3
 
I dati raccolti permettono di stimare, attraverso appositi modelli costruiti ad hoc, la massa legnosa presente nelle foreste, distinta nelle sue componenti epigee (fusto, rami vivi, rami morti, ceppaia), ed il suo accrescimento. Dal valore della massa legnosa complessiva, che comprende anche la frazione del legno morto, è possibile ricavare una stima della quantità di carbonio presente nella componente epigea del bosco. Grazie ai dati raccolti e ai modelli utilizzati per la stima della massa legnosa, è possibile anche conoscere il volume complessivo dei fusti ovvero la quantità di legname disponibile a scopi produttivi, distinto per specie e tipo di bosco, a livello nazionale e regionale. I rilievi condotti sugli strati inferiori di vegetazione (rinnovazione, strato arbustivo) forniscono preziose informazioni sulla dinamica delle formazioni forestali e sulla composizione specifica del sottobosco.

Conifera (Fonte: archivio ISAFA)
La stima della massa del legno morto presente in bosco e del suo stato di decomposizione permette invece di avere informazioni sulla biodiversità delle foreste, perché la presenza di legno morto permette lo sviluppo di comunità di organismi che sono essenziali per l’equilibrio dell’ecosistema.

I rilievi sullo stato di salute integrano le informazioni già raccolte in seconda fase relative alla presenza di patologie e danni evidenti. I dati raccolti in terza fase consentono di stimare l’intensità dei danni attraverso l’osservazione della loro diffusione nell’area osservata e del grado di defogliazione; per i danni di origine biotica viene anche individuato l’organismo responsabile del danno (insetti, patogeni, roditori, ecc.).
 
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