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| Lo schema di campionamento dell’inventario forestale nazionale |
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| Lo schema di campionamento proposto per l’inventario forestale nazionale, conosciuto anche come campionamento triplo per la stratificazione, prevede:
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| 1) |
la selezione su immagini telerilevate di un insieme di unità di campionamento che interessano tutto il territorio nazionale e con le quali operare una prima, semplice e sicura ripartizione delle diverse modalità di
uso/copertura
del suolo. L’assegnazione all’uso forestale in questa prima fase è provvisoria, poiché basata solo su alcuni degli elementi necessari all’individuazione delle aree boscate, l’estensione, la copertura e la larghezza minime; a questo livello sono riconosciute classi e sottoclassi di uso/copertura del suolo quali, ad esempio per il contesto forestale, le Formazioni forestali, le Formazioni forestali rade, le Aree temporaneamente prive di soprassuolo, le Piantagioni di arboricoltura da legno. |
| 2) |
la selezione di un sottoinsieme, numericamente più contenuto, a partire esclusivamente da quella frazione delle unità campionarie di prima fase temporaneamente assegnate al contesto forestale. Le unità di campionamento di seconda fase sono quindi rilevate al suolo e l’appartenenza alle diverse categorie inventariali (Boschi, Boschi bassi, Boscaglie, Boschi radi, Arbusteti) e forestali (ad es. per i Boschi, Faggete, Querceti a rovere, roverella e farnia, Castagneti, Pinete mediterranee, Boschi igrofili, ecc.) viene riconosciuta e assegnata con grande accuratezza. Questa seconda fase, integrata con la prima, permette di giungere ad un riconoscimento accurato e quindi alla stima dell’estensione territoriale delle diverse classi di uso del suolo e di copertura forestale, con la consapevolezza di un impiego operativo corretto e robusto delle definizioni dei diversi usi del suolo, tra le quali ovviamente (e con particolare attenzione) quella di superficie boscata. Con il campione di seconda fase si raccolgono anche informazioni su alcuni attributi qualitativi che, per lo spesso elevato numero di modalità in cui si articolano, richiedono insiemi campionari abbastanza numerosi per ottenere stime sufficientemente precise. E’ importante segnalare che nella selezione del campione di seconda fase va seguito un criterio di ripartizione delle unità campionarie su base territoriale, prevedendo per ogni singola Regione o Provincia Autonoma un contingente di osservazioni proporzionale all’estensione – stimata in prima fase – delle classi e sottoclassi di uso del suolo di interesse forestale. |
| 3) |
la selezione di un terzo insieme campionario, il campione di terza fase, composto da una frazione di unità di campionamento di seconda fase definitivamente assegnate all’area forestale e distribuito in modo proporzionale all’estensione delle ripartizioni (strati) previste per tale uso del suolo nelle diverse regioni italiane. Le unità di campionamento di terza fase servono all’osservazione di attributi quantitativi e qualitativi di più stretto interesse inventariale quali i caratteri dei soggetti arborei (diametri, altezze, incrementi) e dei soprassuoli forestali (densità, distribuzione in classi diametriche, presenza di necromassa, ecc.).
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RIFERIMENTI:
ISAFA, 1999 – Secondo Inventario Forestale Nazionale. Studio di fattibilità. Ministero per le Politiche Agricole – Direzione Generale delle Risorse Forestali, Montane e Idriche, Istituto Sperimentale per l’Assestamento Forestale e per l’Alpicoltura, Trento.
HUSCH B., MILLER C.I., BEERS T.W., 1982 – Forest Mensuration. 3th ed. J. Wiley & S., N.Y.
DE VRIES P.G., 1986 – Sampling theory for forest inventory. Springer-Verlag. Berlin.
SCHREUDER H.T., GREGOIRE T., WOOD G.B., 1993 – Sampling methods for multiresources forest inventory. Wiley & Son, New York. |
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